« Ma voi chi vi credete di essere? Siete solo audience: mi assalite come un branco di lupi affamati perché non sopportate la vostra realtà e il vostro modo di essere! Sì, il mondo è veramente un posto terribile! Sì, il cancro e le immondizie vi sommergeranno! Sì, la guerra sta arrivando! Il mondo è andato al diavolo e voi siete tutti fregati! È tutto sottosopra, ma a voi sta bene così, no? Siete affascinati dai dettagli sanguinosi, siete ipnotizzati dalle vostre paure; voi godete delle alluvioni, degli incidenti stradali, delle malattie incurabili. La sofferenza altrui per voi è un piacere. È questa la mia funzione, no? »
Riprende con questo film avvincente e drammatico la rassegna "La radio nel cinema", presso la nostra scuola alle 16.00 di martedì 9 febbraio 2010.
Il film sarà introdotto da Giancarlo Visitilli dell'Associazione "I bambini di Truffaut", che ci darà anche alcuni spunti per la lettura critica dell'opera e per il dibattito che seguirà la proiezione.
La locandina completa qui.
Sono a casa, sono tornato
da un viaggio che non so quanto sia durato
nulla è cambiato nulla è diverso
è sempre la culla del mio universo
è sempre deserto e la luna
a formare nel tempo la mia natura
una cosa sola una parola che segue un'altra parola
e vola da me a te
cosa c'è che nascondo dentro me
che più del mare è profondo so cos'è la visione che ho del mondo
la visione che ho delle cose che mi succedono intorno
sono già di ritorno da un viaggio che
non so quanto sia durato
entro in camera la trovo sempre nello stesso stato
tutto è nello stesso posto dove l'ho lasciato
riordino i bagagli faccio una doccia e riprendo fiato
sì sono tornato ora mi rilasso un po', fumo un po'
ascolto un po' di musica così mi riabituerò
al clima del mare a cucinare qualcosa
e restare in attesa finché i miei odori non si spargono per casa
oh sì
niente di meglio preparare la cena
e ubriacarmi insieme a mio fratello
poi rimango sveglio fino alle tre
fino a quando fuori non si sente neanche più il rumore
resto a guardare nel cielo le stelle per ore
si vedono meglio perché è spento ogni lampione
le strade sono buie c'è un silenzio da chiesa
la luce nei balconi di Marco rimane accesa
è come guardare una foto che non ha grate
che non ricordo il periodo in cui le ho scattate
non muta nel tempo non ingiallisce
e non invecchia è sempre lo stesso paesaggio lì che mi aspetta
si può vedere solo dalla mia cameretta
il motivo per cui torna a casa sempre di fretta.
Rit. x 2
So non è la fine del mondo se non vado più in fondo di così nelle cose
perché sono tornato e l'ho capito soltanto adesso
che in fondo poi non è
la fine del mondo la fine del mondo
Sono a casa sono tornato
spero almeno un po' che ti sia mancato
ti racconterò di ogni posto
dove sono stato
tutto quello che ho visto
tutto quello che ho visitato
ora però voglio restare in silenzio
ad ascoltare il rumore del mare
e guardare il cielo cambiare colore
e non avere più le parole
perché il posto migliore dove ritornare
non potrei mai mai dimenticare
ogni volta che sono andato e tornato vincitore
per lasciare qualcosa a chi come me è un sognatore
per pensare che ancora tutto si possa cambiare
amo viaggiare lasciarmi tutto alle spalle
ricordare le situazioni vissute più belle
mentre ascolto le canzoni da brividi sulla pelle
e capisco che i limiti sono solo le stelle
torno per quelle perché possa guardarle
dalla mia finestra in camera sembra di toccarle
contarle tutta quanta una notte non basterebbe
e vedermi altrove non mi immagino come sarebbe
sono a casa sono tornato
da un po' da un viaggio che di sicuro non dimenticherò
lo so tutti i posti visti rimarranno dentro di me
nei giorni più tristi mi faranno sentir bene
io rimetto ogni cosa ogni luogo ogni odore ogni viso ogni singolo umore
sono fatto per stare vicino al mio mare
ascoltare ogni cosa che ha da raccontare
sognare senza mai fermare la mente
vivo come fosse l'ultimo giorno da sempre
e poi perché so che conto poco più di niente
scrivo perché forse non tutto mi è indifferente
sono a casa sono tornato tra la mia gente
vincente o perdente non ha più importanza
ricordo ogni suono ogni luce ogni stanza
ricordo ogni viaggio ogni singola partenza
INDIRIZZO: TF45 - PROGETTO "ABACUS"- INFORMATICA
TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO TECNICO
PER. IND.LE CAPOTECNICO-SPECIALIZZ.:INFORMATICA
PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO:
1) ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO:
- SISTEMI DI ELABORAZIONE E TRASMISS. DELLE INFORM.
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
2) MATEMATICA
3) ELETTRONICA, TELECOMUNICAZIONI
INDIRIZZO: TF21 - INFORMATICO E TELEMATICO - PROG. BROCCA
TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO TECNICO
PER. IND.LE CAPOTECNICO-SPECIALIZZ.:INFORMATICA
PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO:
1) ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO:
- SISTEMI DI ELABORAZIONE E TRASMISS. DELLE INFORM.
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
2) MATEMATICA
3) INFORMATICA
INDIRIZZO: ISGJ - LICEO SCIENTIFICO TECNOLOGICO - PROG.BROCCA ITI
TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO SCIENTIFICO
PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO:
1) ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO:
- FISICA
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
2) INFORMATICA E SISTEMI DI AUTOMAZIONE
3) CHIMICA
INDIRIZZO: TF52 - MECCANICA
TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO TECNICO
PER. IND.LE CAPOTECNICO-SPECIALIZZ.NE:MECCANICA
PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO:
1) ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO:
- MECCANICA APPLICATA E MACCHINE A FLUIDO
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
2) SISTEMI ED AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
3) MATEMATICA
INDIRIZZO: TF29 - TERMOTECNICA
TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO TECNICO
PER. IND.LE CAPOTECNICO-SPECIALIZZ.:TERMOTECNICA
PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO:
1) ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO:
- IMPIANTI TERMOTECNICI E DISEGNO
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
2) TERMOTECNICA, MACCHINE A FLUIDO
INDIRIZZO: TF68 - MECCANICA serale (PROG. SIRIO)
TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO TECNICO
PER. IND.LE CAPOTECNICO-SPECIALIZZ.NE:MECCANICA
PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO:
1) ITALIANO
MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO:
- MECCANICA APPLICATA E MACCHINE A FLUIDO
ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:
2) SISTEMI ED AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
3) MATEMATICA
Fa freddo in questo corridoio; ma credo che non sia solo colpa della temperatura.
Accarezzo con due dita questa tappezzeria; è di cattivo gusto, fatta di schizzi di vari colori su una base di un giallo orrendo.
La vista degli schizzi rossi percuote la mia pelle con un brivido.
Sfioro ancora il muro, delineando anche i contorni delle parti più rovinate, e mi chiedo quante altre mani l'abbiano sfiorato prima di me.
Non solo quelle curate mani calde di turisti accalcati per prendere parte al giro turistico degli orrori che si è saputo compiere; mi interrogo soprattutto sul numero delle mani rotte, insanguinate, fredde e malcurate che questo muro l'hanno toccato quando la rappresentazione dello spettacolo più osceno dell'uomo andava in scena.
Mi chiedo soprattutto se sapessero che loro, di quello spettacolo, erano gli attori principali.
Sono arrivato qui passando attraverso campi innevati e steppaglia sepolta.
Siamo in tanti qui ma mi escludo inconsciamente dalla folla; nessuna parola mi distrae da quel flusso di parole che scaturisce dalla bocca dell'uomo di fronte a me:
“Buongiorno ragazzi… Sono la vostra guida… Benvenuti ad Auschwitz-Birkenau…”.
Lo seguiamo affannati muovendo i nostri passi pesanti nella neve. Lui ci parla ancora, soppesando ogni singola parola per dargli un senso ancora più duro e difficile da sopportare:
“Auschwitz-Birkenau nasce come caserma per le truppe… In seguito verrà adoperato come carcere per i prigionieri polacchi dalle truppe naziste… In origine questa località prendeva il nome di Oświęcim… nazisti… polacchi… prigionieri… uccisi… deportati…”
Il mio contatto con lui si interrompe.
Sfuma tutto come se mi avessero abbassato il volume gradualmente.
Il suono comincia a sparire.
Come se provenisse da una radio mal sintonizzata.
Fino al momento in cui non lo sento più.
Il mondo accanto a me diventa sfocato… Come una fotografia venuta mossa…. I colori si fondono… E rendono nitido la cosa che ormai è al centro della mia attenzione…
Non esisto più… Non esiste la guida… Non esiste il mondo… Esiste solo lui…
Un cancello nero… In ferro battuto… Su cui troneggia una scritta con un senso antico di beffa e mortalità:
“ARBEIT MACHT FREI” (IL LAVORO RENDE LIBERI)
Mi si gela il sangue….
Paura e tremore mi colgono in una tempesta di emozioni che percorrono la mia schiena fino alla cima dei capelli…
“Le cifre delle vittime dell'olocausto ondeggiano tra i 5 e i 7 milioni.
I maggiori studiosi ritengono realistica e accreditata una media di 6 milioni di vittime.
Anche se il vero numero rimarrà comunque un mistero.”
La guida continua a parlare…
Io ho smesso di sentirlo duecento metri fa… Non me ne volere cara guida…
Perso in fotogrammi con colori sbiaditi e con un fischio sordo come colonna sonora le parole su quel cancello sono nitide… Si stagliano contro un cielo bianco pallido che gli fa da sfondo…
Il gruppo si muove con difficoltà nella neve alta e molti si stringono nei propri cappotti percossi da brividi indotti non solo dai -10 gradi che si riscontrano…
Il vento gelido ci sputa in faccia la neve; esploriamo i blocchi con passo più svelto confortati dal calore che proviene dal riscaldamento dei termosifoni anche se, troppo spesso, viene sostituito da brividi improvvisi causati da quello che i nostri occhi continuano a vedere…
Vetri ci separano da centinaia di scarpe, e poi di capelli e in successione di valigie, scodelle, vesti, occhiali e protesi; ogni oggetto… o abito… era una persona… era un'idea che avrebbe potuto rivoluzionare il nostro modo di pensare… un'invenzione che avrebbe cambiamo la nostra vita… un libro che ci avrebbe fatto sognare… ma anche semplicemente emozioni, opinioni che, in un futuro, avrebbero potuto cambiare il mondo.
“Buonasera, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children Organization).
Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte, Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me.
Abbiamo raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire.
Venendo a parlare qui non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro.
Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato azionario.
Sono a qui a parlare a nome delle generazioni future.
Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate.
Sono qui a parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perchè non hanno più alcun posto dove andare.
Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono dei buchi nell’ozono, ho paura di respirare l’aria perchè non so quali sostanze chimiche contiene.
Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori.
E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre.
Nella mia vita mia ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo.
Quando avevate la mia età, vi preoccupavate forse di queste cose? Tutto ciò sta accadendo sotto i nostri occhi e ciò nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni. Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chiedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi.
Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto.
Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo.
Qui potete esser presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii e tutti voi siete anche figli.
Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone, per la verità, una famiglia di 30 milioni di specie.
E nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà.
Sono solo una bambina ma so e dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo che ha un solo scopo.
La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo ciò che sento.
Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non condividono con i bisognosi.
Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura di condividere, abbiamo paura di dare via un po’ della nostra ricchezza. In Canada, viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, cibo, case abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni.
La lista potrebbe andare avanti per due giorni.
Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati, mentre trascorrevamo un po’ di tempo con i bambini di strada.
Questo è ciò che ci ha detto un bambino di strada: “Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore ed affetto”.
Se un bimbo di strada che non ha nulla è disponibile a condividere, perchè noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi?
Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un paese o in un altro fa ancora una così grande differenza; che potrei essere un bambino in una favela di Rio, o un bambino che muore di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio-oriente o un mendicante in India.
Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali, terminare la povertà e per siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe questa terra!
A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo.
Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari.
Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?
Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perché le state facendo?
Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere.
I genitori dovrebbero poter consolare i loro figli dicendo: “Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio”.
Ma non credo che voi possiate dirci più queste cose. Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? Mio padre dice sempre siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo.
Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole.”
Su questi temi, a Bari dal 19 al 21 gennaio si svolge il Meeting Mondiale dei
Giovani. Per sapere di cosa si tratta si è svolto a scuola un incontro al quale hanno partecipato tutte le quarte e le quinte. Approfondimenti su questo articolo di Repubblica e sul sito dell'evento.
Diamo il benvenuto ai nostri coetanei che provengono da tutto il mondo, sicuri che sperimenteranno il calore e l'ospitalità che ci caratterizza, perché a Bari nessuno è straniero.
I ragazzi della quinta A e della quinta B Informatica Abacus e della quinta A Informatico Telematico Brocca dell'Istituto Tecnico Industriale Marconi di Bari, in questo spazio si preparano, spiritualmente e tecnicamente, all'esame di Stato 2010.
Un grazie a tutti i visitatori. Augurateci in bocca al lupo. Poi vi facciamo sapere come è andata.
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permettere l'approfondimento di temi previsti dai programmi oppure l'introduzione di nuovi temi, sulla base di specifiche tendenze o richieste locali del mercato del lavoro e di speciali risorse umane e materiali effettivamente disponibili;
permettere l'adozione di metodi di lavoro diversificati non facilmente attuabili nelle singole discipline, come il metodo dei progetti o le esperienze scuola-lavoro, che sono particolarmente utili per alcuni obiettivi didattici, cognitivi e non cognitivi, non raggiungibili con i metodi usuali (Capacità progettuali, autonomia, atteggiamento positivo verso il lavoro organizzato, ecc.);
permettere l'effettiva introduzione di temi ed attività interdisciplinari.